Contrà Carmini
nel XVII secolo: la Chiesa

Il visitatore che entra a Marostica da Porta Vicenza e guarda verso Nord, lungo la direttrice di Via S. Antonio, vede in alto sulla bianca scalinata la Chiesa dei Carmini, costruita tra il 1618 e il 1619 ad opera della Confraternita del Carmine, appena costituitasi con lo scopo di incrementare presso la comunità marosticana il culto della Beata Vergine del Carmelo.

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Le origini
dell'Oratorio dei Carmini

Nel 1648, ad Ovest della Chiesa, in sua contiguità, fu eretto un Oratorio, come sede della Confraternita, luogo adatto alla preghiera, al canto e alle assemblee dei devoti interessati al mantenimento e all’incremento del culto e delle opere pie. Ciò è attestato da quanto ci tramanda Gio. Paolo Matteazzi nella sua Storia manoscritta di Marostica. Lo storico, che scrive agli inizi del XVIII sec. e che nel 1708 aveva 48 anni, ha sicuramente assistito ai primi decenni di vita di questo Oratorio, infatti testualmente afferma, parlando della vicina Chiesa del Carmine: “…Fabbrica bellissima d’un Oratorio a parte della suddetta Chiesa l’anno 1648”.

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La situazione iniziale

Siamo di fronte a un luogo adatto alle riunioni della Confraternita, formato da due vani contigui: la sala capitolare, ampia e luminosa, sovrastata da una volta a botte, con più di 100 mq. di decorazione pittorica alle pareti e sulla volta stessa, e uno spazio absidale quadrangolare verso Nord, a ridosso del monte, munito di volta a crociera da tempo caduta, che doveva essere il luogo di devozione vero e proprio, probabilmente con la presenza di un altare. Lo stato di questi vani, di proprietà della Parrocchia di S. Antonio Abate, era di grave degrado e quasi di abbandono.

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La decorazione pittorica

Tra gli anni 1648 e 1657 venne eseguita la decorazione pittorica delle pareti e della volta dell’Oratorio del Carmine, come è testimoniato dall’eccellente recupero effettuato dallo Studio di Restauro della Dr. Alessandra Sella e Dr. Barbara D’Incau. Il ciclo pittorico, voluto e commissionato dalla Confraternita del Carmine, ha nel suo insieme un profondo significato religioso, in quanto si riferisce a una precisa simbologia legata alle Scritture, al messaggio cristiano e alla sua attualizzazione in epoca controriformistica:

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La Boiserie lignea

Sui lati Ovest, Sud ed Est corre una boiserie in legno d’abete, del tutto originale, tranne i primi quattro pannelli della parete Est, a partire dalla grande finestra. Dopo l’accurata pulitura fatta dal Maestro Restauratore Leopoldo Costenaro, sono emersi a intervalli più o meno regolari dei nomi, scritti probabilmente ad encausto*, con cura calligrafica e in corsivo, dei confratelli che in un certo periodo hanno dato vita al Consiglio della Confraternita del Carmine.

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Le prospettive future

L’idea è di recuperare questi spazi così importanti dal punto di vista storico – artistico e di renderli adatti ad ospitare attività musicali: farne la sede del Coro "I Cantori di Marostica " e della Associazione Sodalitas Cantorum, nonché un centro di irradiazione di iniziative culturali e musicali, rivolte in particolare allo studio e all’approfondimento dei vari aspetti della coralità.

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Sodalitas Cantorum

Sodalitas Cantorum è una associazione costituitasi a Marostica, di fronte al Notaio Dr. Ornella Maria De Virgiliis, il 30 Gennaio 2012. Essa rappresenta un libero sodalizio a contenuti e struttura democratici, apolitico ed apartitico, retto da uno Statuto e dalle vigenti norme in materia, i cui associati – Sodali - operano con azione diretta e personale, condividendo il principio secondo cui la musica migliora l’essere umano di ogni età e condizione.